esperienze

Vittorio Veneto

Preparazione al battesimo

Percorso di per i genitori

La diocesi si è data un triennio di piani pastorali (2008-2011) sul tema del battesimo. È stata l’occasione per la verifica di quanto si vive nelle parrocchie nella preparazione al Battesimo e nella sua celebrazione. Un questionario è stato lo strumento per raccogliere i dati e la voce delle comunità.

Alle spalle avevamo il Direttorio diocesano per l’Iniziazione Cristiana, pubblicato dal vescovo Eugenio Ravignani nel 1987 che aveva promosso un certo modo di strutturare gli incontri per genitori che chiedono il battesimo e la celebrazione stessa. Le esigenze di un rinnovato annuncio del vangelo e il bisogno di nuove forme di ministerialità e di lavoro in équipe preti-laici sono state le altre intuizioni di fondo che hanno spinto la diocesi a incaricare un gruppo per l’elaborazione di un percorso formativo per accompagnatori di genitori che chiedono il battesimo del proprio figlio.

Da maggio 2010, quando è stato realizzato il primo corso di formazione sono stati realizzati 14 percorsi, che hanno toccato 10 foranie su 12 della Diocesi. Gli animatori laici formati sono 320 (tra cui anche alcuni religiosi e una trentina di preti). Le parrocchie coinvolte sono una ottantina. Le coppie di genitori accompagnate da questi animatori in questi anni sono circa 1350.

A marzo di quest’anno ci sono stati due incontri plenari, di ulteriore formazione per gli animatori, con la proposta di una seconda serie di possibili incontri da proporre ai genitori e padrini.

Le scelte di fondo del progetto

Primo/secondo annuncio

La prospettiva entro la quale ci poniamo è quella del primo annuncio. Non diamo per scontato che i genitori e i padrini che si accostano alla Chiesa in occasione del Battesimo del loro figlio abbiano bisogno solo o soprattutto di catechesi sul Battesimo o di spiegazione sul rito.

Mettersi in questa prospettiva fa nascere alcuni atteggiamenti. Fondamentale diventa la vera accoglienza e il non giudizio nei confronti dei genitori e dei padrini. Vogliamo credere e testimoniare che ogni persona è degna del Vangelo, di una buona notizia da parte di Dio, la sola in grado di suscitare un ripensamento sul senso e sull’orientamento della propria vita.

L’incontro con i genitori e padrini che chiedono il Battesimo del loro figlio è un’occasione privilegiata di primo annuncio. La nascita di un figlio, infatti, rappresenta spesso una originale soglia di accesso alla fede.

La Parola

A guidarci nel percorso è soprattutto la Parola di Dio. Siamo infatti convinti che

– la Parola è realtà sacramentale, cioè è in grado di “operare” e “rendere presente” quanto racconta;

– l’accostamento alla Parola facilita la dimensione narrativa della fede: come fa Gesù, che non “spiega” Dio, ma lo racconta, mostrandolo nella vita;

– l’incontro fatto attraverso la Parola è più facilmente gestibile da parte degli accompagnatori, in quanto l’aspetto teologico (che tuttavia non manca) è mediato dal racconto biblico.

Adulti con adulti

Vogliamo sforzarci di accostare genitori e padrini come adulti. Questo implica il saper adottare modalità formative adatte al loro mondo e al loro modo d’essere.

Un cammino che inizia

Ciò che viene proposto è un percorso e non tanto una serie di incontri: è un cammino che inizia senza necessariamente concludersi e che vorrebbe lasciare il gusto di voler proseguire (magari con delle proposte per quando i figli avranno da 0 a 6 anni).

Vogliamo discostarci dalla esperienza abbastanza comune nelle nostre parrocchie di incontri che si limitano a spiegare il Battesimo e il suo rito, per suggerire invece un percorso che presenta e fa sperimentare “la vita cristiana” che con il Battesimo inizia.

Per questo, la preoccupazione principale è non tanto di “dire” (spiegare, approfondire), quanto di far intuire, sperimentare e gustare.

Un noi di Chiesa

Per i genitori e i padrini, si è scelto di privilegiare il cammino di gruppo nella convinzione che:

– già l’incontrarsi in gruppo è una esperienza di Chiesa, che rende visibile la realtà relazionale del Battesimo;

– la diversità dei cammini dei partecipanti rappresenta una risorsa;

Per chi accompagna i genitori e i padrini si ritiene importante che ci sia una piccola équipe (parroco, coppia, catechista, religioso/a, …), già segno della comunità.

Il percorso proposto

  • Non è una progressione lineare di temi sul Battesimo, ma diverse porte d’entrata per vivere/comprendere il Battesimo nella vita che produce in noi.
  • I temi della prima serie di incontri: Battesimo: un dono per tutti (Gv 4,1-15); Battesimo: morire e risorgere con Cristo (Rm 6,3-11), Battesimo: inizio di una vita segnata dall’amore (Gv 13,3-17); Battesimo: i segni che danno forma alla vita. Quelli della seconda seria: Battesimo: accompagnati (Lc 24,13-35); Battesimo: il sì di Dio, i nostri sì (2Cor 1,18-22); Battesimo: una vita di sì (Gv 6,1-13); Battesimo: vangelo ricevuto e donato (Gv 20,19-29).
  • Il percorso prevede incontri con i genitori della durata di un’ora/un’ora e un quarto, è gestito da una équipe composta da laici (soprattutto coppie o anche singoli), religiosi e preti; alcuni incontri sono fatti in gruppo, altri possono essere realizzati durante una visita alla famiglia.

La formazione degli accompagnatori

La proposta di formazione prevede di far sperimentare il percorso agli accompagnatori, così come poi loro stessi potranno proporlo ai genitori e padrini. L’esperienza dice che la modalità con cui si è formati è quella attraverso la quale formiamo gli altri: poiché la formazione per i genitori è di tipo narrativo ed esperienziale, lo deve essere anche quella dei futuri formatori.

In ogni incontro per loro, della durata di due ore e mezza, oltre alla simulata dell’attività con i genitori si aprirà anche una finestra teologica (sui contenuti teologici oggetto dell’incontro) e una metodologica (su cosa vuol dire accompagnare/educare gli adulti).

A quatto anni dall’avvio della formazione

Frutti positivi

– Dove i percorsi sono attuati si raccolgono elementi positivi, sia per i genitori sia per gli accompagnatori. È interessante che la proposta sia sentita come sensata e stimolante per tutti in gioco.

È un primo tentativo di pensare la pastorale in chiave missionaria e di secondo annuncio.

– La varietà di persone che si incontrano trova la possibilità di “stare” nel percorso: ognuno porta a casa qualcosa di buono, chi più sul piano antropologico (la soglia di vita della nascita di un figlio), chi più sul piano kerigmatico.

– La valorizzazione del ruolo dei laici, soprattutto nella visita alle famiglie

– Il lavoro in équipe con le diverse competenze.

Fatiche e limiti

– Ci sono delle resistenze: la diocesi si è attivata a macchia di leopardo, con motivazioni varie; si sente la fatica di strutturare quattro incontri; dove le coppie da accompagnare sono tante occorre fare i conti con le forze a disposizione; lavorare con altri non viene spesso spontaneo…

Più in profondità potremmo dire che la prospettiva missionaria e di accoglienza e di lavoro in équipe interroga il tipo di chiesa e di cristiani che siamo e vogliamo essere oggi. Il cambiamento non è mai facile.

Prospettive future

Sostenere gli accompagnatori, continuare la loro formazione, dare gambe al progetto 0-6 anni che è in continuità con la pastorale battesimale e apre a prospettive di rinnovamento della catechesi di Iniziazione Cristiana.

 

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