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5 vie per un nuovo umanesimo

Sulla Traccia per Firenze

Non un «documento», né una lettera pastorale. Ma un testo aperto che vuole stimolare un coinvolgimento diffuso verso il quinto Convegno ecclesiale nazionale arrivando per quanto possibile a tutte le realtà delle Chiese locali. Questa è la Traccia di preparazione a Firenze 2015 che ha per titolo il tema dell’evento: «In Gesù Cristo il nuovo umanesimo». Il testo può essere scaricato in versione digitale da questo sito ed è stato pubblicato da tre case editrici: Edb, Ancora Libri e Paoline. La proposta non è volutamente esaustiva ed è accompagnata nel sito web da materiali di approfondimento come la lettura tematica delle esperienze e testimonianze pervenute, lo sviluppo di singoli paragrafi del documento, alcune idee su come utilizzare la traccia nei vari contesti di base; e da materiali di formazione, preparazione, confronto sul tema dell’umano oggi, a partire dal linguaggio quotidiano, di cui diventare più consapevoli, fino ai linguaggi dell’arte, della letteratura, del cinema. Il cuore della Traccia sono le cinque “vie” per l’umanesimo cristiano. Eccole in sintesi:

USCIRE

Come far sì che i cambiamenti demografici, sociali e culturali, con i quali la Chiesa italiana è chiamata a misurarsi, divengano l’occasione per nuove strade attraverso cui la buona notizia della salvezza donataci dal Dio di Gesù Cristo possa essere accolta?

ANNUNCIARE

Le comunità cristiane stanno rivedendo la propria forma per essere comunità di annuncio del Vangelo? Sono capaci di testimoniare e motivare le proprie scelte di vita, rendendole luogo in cui la luce dell’umano si manifesta al mondo? Sono in grado di generare un desiderio di «edificare e confessare», esprimendo con umiltà ma anche fermezza la propria fede nello spazio pubblico?

ABITARE

Come disegnare il futuro del cattolicesimo italiano, erede di una grande tradizione caritativa e missionaria, tenendo conto delle sfide che i mutamenti in atto ci pongono innanzi? Negli anni ’80 i vescovi italiani lanciarono un imperativo: «Ripartire dagli ultimi». Come tener fede, oggi, a questa promessa?

EDUCARE

Come possono le comunità radicarsi in uno stile che esprima il nuovo umanesimo? Come essere capaci, in una società connotata da relazioni fragili, conflittuali ed esposte al veloce consumo, di costruire spazi in cui tali relazioni scoprano la gioia della gratuità, solida e duratura, cementate dall’accoglienza e dal perdono reciproco?

TRASFIGURARE

Le nostre celebrazioni domenicali sono in grado di portare il popolo ancora numeroso che le celebra a vivere quest’azione di trasfigurazione della propria vita e del mondo? Come introduciamo ed educhiamo alla fede un popolo molteplice per provenienza, storia, culture?

2 Commenti a “5 vie per un nuovo umanesimo”

  1. Andrea Sonego
    il

    Per il tema EDUCARE, è indispensabile recuperare la dimensione vera della libertà, che la contestazione del ’68 ha ridotto a “libertà di” scegliere quanto ciascuno desidera (il est interdit d’interdire), col risultato di dare la stura al capriccio di ciascuno. San Tommaso d’Aquino, invece (che, guarda caso, insieme a S. Agostino vengono sistematicamente boicottati nei corsi di storia della filosofia), indica come elemento essenziale della libertà, la “libertà per” conseguire il proprio bene: se io mi trovassi in mezzo al Sahara, e volessi andare, che so, al mare, ma vedessi tutto intorno solo dune uniformi, io potrei avere tutte le gambe che voglio per scegliere di muovermi, ma se non sapessi quale sia l’unica direzione da prendere per giungere al mare, sarei un fallito. Senza la bussola della direzione del bene cui tendere, sono un fallito, non sono libero.

  2. giovanna
    il

    Un solo pensiero mi viene da lasciare. Mi pare difficile che la Chiesa cattolica riesca veramente a parlare di nuovo umanesimo se non ripensa sapientemente a dare piena dignità alle donne con una riflessione teologica nuova e che tenga conto finalmente di quella fatta dalle donne. La Chiesa ha “dato” salvezza alle donne, ma su questa terra le ha trattate come persone non solo diverse ma in qualche maniera inferiori. L’uomo è stato divinizzato (è il principe come diceva un Papa del secolo scorso in un documento) mentre la donna è subalterna. Mentre l’uomo è il sole e risplende, la donna è paragonata alla luna e non può risplendere di luca propria brilla ma di luce riflessa dal sole. La Chiesa è “un’organizzazione” troppo maschile le donne non possono neppure parlare nell’assemblee liturgiche ma solo – da qualche anno – leggere. Le bambine non possono neppure fare le chirichette e il discorso sarebbe lunghissimo. Un famoso cardinale italiano è arrivato a dire che la Messa celebrata da una donna sarebbe come se fosse fatta con la coca cola e non con il vino. Quelle parole mi hanno profondamente offesa, ma non siamo anche noi donne create a immagine e somiglianza di Dio? non vi è quindi differenza ontologica tra maschio e femmina o no?

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